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Ultimo aggiornamento  05/09/2010 23.53

 

 

Monte Scapparone (Kaparon)

La leggenda vuole che il nome del monte derivi da Kaparon, comandante dei Locresi, caduto da quelle parti durante una battaglia tra Locri e Reggio al tempo della colonizzazione magnogreca. 

Un itinerario semplice e nel contempo interessante. Si segue infatti una carreggiabile e per un breve tratto una mulattiera che salgono lungo il versante ovest del monte Scapparone. Grazie ai suoi 1.058 m. di quota che si elevano bruscamente è questo un ottimo punto panoramico sulla vallata che si estende a monte di Ferruzzano e di Bruzzano Zeffirio; sull'imponente fiumara La Verde e sulle principali elevazioni del versante orientale del massiccio aspromontano compreso il Montalto. Il percorso si svolge immersi in una lecceta che salendo di quota diviene sempre più fitta e con radi ma notevoli esemplari di querce. L'incontro con qualche pastore (Gioacchino Gligora di Casalnuovo condusse il suo gregge sullo Scapparone sino al 1995) arricchisce ancor più l'escursione. Vi racconterà dei lupi che gli uccidono le capre. Ed in effetti lungo l'itinerario se ne ha la conferma trovandone le fatte con le quali marca il territorio. Attraversare i suoi ambienti intimorisce e nel contempo affascina.

Comune: Motticella
Difficoltà: T; nel caso si voglia completare l'anello la difficoltà diviene E
Dislivello: 661 m
Altitudini e tempi parziali: Case Scete (397 m) - casello Agrami (707 m; 1.15 ore) - Portella di Ficara (856 m; 1 ora) - monte Scapparone (1058 m; 1 ora) - casello Agrami (0.45 ore) - Case Scete (1 ora)
Tempo totale: 5 ore (l'intero anello)
Acqua: un paio di sorgenti (non perenni) nel tratto tra Agrami e Ficara

Avvicinamento in auto
Da Reggio Calabria percorrere la S.S. 106 sino a Brancaleone. Salire verso Bruzzano Zeffirio e poi Motticella. Attraversare la frazione seguendo la stradina che sale verso monte. Dopo circa 1 km deviare a sn e continuare sulla carreggiabile in cemento che termina dopo circa 4 km ad una radura con un cancello in ferro. Siete in località case Scete (ormai ruderi).

Percorso a piedi
Lasciate l'auto e imboccate la carrareccia in terra battuta che sale a lato del cancello. Pochi metri ed un bivio dove proseguire a ds. L'itinerario affronta la salita con diversi tornanti (altri 3 bivi: sempre a sn) ed entrando nella lecceta sino a giungere ad una recinzione che costeggia la carrareccia (località Serro Barilli). Dopo un breve tratto in piano e poi in discesa si giunge al casello di Agrami. Costruito diversi anni fa è stato poi ristrutturato ma è ora abbandonato. Qui si deve decidere se effettuare il percorso ad anello seguendo l'accenno di carrareccia in piano che inizia a sn (poco avanti diviene una mulattiera con alcuni tratti franati) oppure più semplicemente seguire la carrareccia che sfiora il serbatoio sopra il casello e sale direttamente al Monte Scapparone senza passare da Portella Ficara e poi utilizzandola anche per il ritorno. La descrizione segue il percorso ad anello. Superate alcune frane la mulattiera s'immette su di una carrareccia e terminata la salita giunge ad una sella. Qui (loc. Portella Ficara) s'incontra un bivio: proseguire a ds riprendendo a salire verso monte Scapparone. La carrareccia è ora ampia e battuta e con alcuni ripidi tornanti conduce poco sotto Monte Scapparone. Per raggiungere la cima è sufficiente una breve deviazione. Il resto del cammino è ora in discesa e si giunge in breve al casello di Agrami. Si torna a case Scete seguendo l'itinerario dell'andata.

 

 

 

                                   Monte scapparone