Monte Scapparone (Kaparon)
La leggenda vuole che il nome del monte derivi da Kaparon, comandante dei Locresi, caduto da quelle parti durante una battaglia tra Locri e Reggio al tempo della colonizzazione magnogreca.
Un itinerario semplice e nel
contempo interessante. Si segue infatti una carreggiabile e per un breve tratto
una mulattiera che salgono lungo il versante ovest del monte Scapparone. Grazie
ai suoi 1.058 m. di quota che si elevano bruscamente è questo un ottimo punto
panoramico sulla vallata che si estende a monte di Ferruzzano e di Bruzzano
Zeffirio; sull'imponente fiumara La Verde e sulle principali elevazioni del
versante orientale del massiccio aspromontano compreso il Montalto. Il percorso
si svolge immersi in una lecceta che salendo di quota diviene sempre più fitta
e con radi ma notevoli esemplari di querce. L'incontro con qualche pastore
(Gioacchino Gligora di Casalnuovo condusse il suo gregge sullo Scapparone sino
al 1995) arricchisce ancor più l'escursione. Vi racconterà dei lupi che gli
uccidono le capre. Ed in effetti lungo l'itinerario se ne ha la conferma
trovandone le fatte con le quali marca il territorio. Attraversare i suoi
ambienti intimorisce e nel contempo affascina.
Comune: Motticella
Difficoltà: T; nel caso si voglia completare l'anello la difficoltà
diviene E
Dislivello: 661 m
Altitudini e tempi parziali: Case Scete (397 m) - casello Agrami (707 m;
1.15 ore) - Portella di Ficara (856 m; 1 ora) - monte Scapparone (1058 m; 1 ora)
- casello Agrami (0.45 ore) - Case Scete (1 ora)
Tempo totale: 5 ore (l'intero anello)
Acqua: un paio di sorgenti (non perenni) nel tratto tra Agrami e Ficara
Avvicinamento in auto
Da Reggio Calabria percorrere la S.S. 106 sino a Brancaleone. Salire verso
Bruzzano Zeffirio e poi Motticella. Attraversare la frazione seguendo la
stradina che sale verso monte. Dopo circa 1 km deviare a sn e continuare sulla
carreggiabile in cemento che termina dopo circa 4 km ad una radura con un
cancello in ferro. Siete in località case Scete (ormai ruderi).
Percorso a piedi
Lasciate l'auto e imboccate la carrareccia in terra battuta che sale a lato del
cancello. Pochi metri ed un bivio dove proseguire a ds. L'itinerario affronta la
salita con diversi tornanti (altri 3 bivi: sempre a sn) ed entrando nella
lecceta sino a giungere ad una recinzione che costeggia la carrareccia (località
Serro Barilli). Dopo un breve tratto in piano e poi in discesa si giunge al
casello di Agrami. Costruito diversi anni fa è stato poi ristrutturato ma è
ora abbandonato. Qui si deve decidere se effettuare il percorso ad anello
seguendo l'accenno di carrareccia in piano che inizia a sn (poco avanti diviene
una mulattiera con alcuni tratti franati) oppure più semplicemente seguire la
carrareccia che sfiora il serbatoio sopra il casello e sale direttamente al
Monte Scapparone senza passare da Portella Ficara e poi utilizzandola anche per
il ritorno. La descrizione segue il percorso ad anello. Superate alcune frane la
mulattiera s'immette su di una carrareccia e terminata la salita giunge ad una
sella. Qui (loc. Portella Ficara) s'incontra un bivio: proseguire a ds
riprendendo a salire verso monte Scapparone. La carrareccia è ora ampia e
battuta e con alcuni ripidi tornanti conduce poco sotto Monte Scapparone. Per
raggiungere la cima è sufficiente una breve deviazione. Il resto del cammino è
ora in discesa e si giunge in breve al casello di Agrami. Si torna a case Scete
seguendo l'itinerario dell'andata.



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